L’Arabia Saudita è il nuovo manifesto di una pessima gestione delle crisi

Articolo di Thomas Madden, CEO di TransMedia Group

Mi è sempre piaciuta l’Arabia Saudita, da sempre un paese amico ed un alleato chiave degli Stati Uniti. La mia società di relazioni pubbliche, TransMedia Group, ha sempre apprezzato gli stagisti altamente qualificati provenienti da quell’area del Medio Oriente. Giovani studenti universitari brillanti e laboriosi che ci sono stati di grande aiuto.

Ora, questo è cambiato …

Quelli come noi, che siamo consulenti per la gestione delle crisi sono scioccati e sconvolti da quanto miseramente l’Arabia Saudita, il partner chiave del nostro paese in Medio Oriente, abbia affrontato questa crisi.

Mi dispiace per l’Arabia Saudita, ma ha gestito in modo del tutto sbagliato la crisi internazionale riguardante l’assassinio e la scomparsa di uno dei nostri giornalisti.

Jamal Khashoggi è difatti entrato in quella Ambasciata, ma non ne è mai uscito, almeno – per quanto si dice sui media internazionali – non tutto intero. Da allora tutti i segnali ed i messaggi, provenienti dall’Arabia Saudita, sono stati contrastanti ed inefficaci come tanti razzi che esplodono immediatamente dopo il lancio.

Il Principe ereditario sta dimostrando di non avere il controllo sulle comunicazioni che lo riguardano ed ha disperatamente bisogno di un consulente esperto di Comunicazione di Crisi che gli consigli di dire la verità, dirla lui stesso e dirla subito, evitando che questo disastro per la sua immagine possa peggiorare.

L’Autore:

Thomas Madden è CEO di TransMedia Group, una delle più grandi società di relazioni pubbliche indipendenti in Florida, dove attualmente opera. Tra i clienti del suo studio si annoverano: AT&T, Croce Rossa Americana, Città di New York, GL Homes, Jordache Enterprises, McCormick e Schmick’s, Rexall Sundown, Stanley Steemer.

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